Sai, quando si parla di chirurgia plastica l’aspetto etico è quello che più spesso torna fuori, magari non in sala operatoria ma nei corridoi, nei congressi… o persino davanti a un caffè. E non è una questione astratta, tipo filosofia della medicina: è proprio roba quotidiana. Ti faccio un esempio. Una volta mi è capitata una paziente giovanissima, poco più che maggiorenne, che voleva rifarsi il naso. Ora, tecnicamente non c’era niente che lo rendesse “necessario”. Ma il punto non era la tecnica. Il punto era: lei, era pronta davvero?
Ecco, per me l’etica in chirurgia plastica sta tutta lì: nel capire quando dire sì e, soprattutto, quando dire no. Perché la tentazione di soddisfare ogni richiesta, di pensare “beh, se io posso tecnicamente farlo, allora perché no?”, è forte. Però a volte, facendo quello che il paziente chiede, non gli fai davvero un favore.
Poi c’è un altro aspetto che trovo delicato: la linea sottile tra migliorare la qualità di vita e inseguire un ideale di perfezione che, diciamolo, non esiste. Personalmente cerco sempre di spiegare che la chirurgia plastica non deve cancellare chi sei, ma semmai accompagnarti a stare meglio nella tua pelle. Perché il rischio, se no, è trasformare la sala operatoria in una specie di fabbrica di illusioni.
Non ti nego che mi porto dietro dei dubbi. A volte mi chiedo se certi interventi — magari richiesti da chi ha già fatto altri ritocchi — non siano più il sintomo di un malessere interiore che un problema estetico vero. E lì il bisturi non è la risposta, servirebbe altro, forse un sostegno psicologico. Però, ecco, non sempre è facile stabilire dove passa quel confine.
Insomma, la chirurgia plastica è un campo bellissimo, ma l’etica non è un capitolo a parte: è la bussola. Senza, rischi di fare solo numeri, operazioni in serie. Con, invece, riesci a dare un senso al lavoro: non solo modificare corpi, ma migliorare vite. E alla fine è questo che ti fa tornare a casa la sera senza il peso addosso di aver fatto qualcosa di… come dire… poco onesto, anche se tecnicamente impeccabile.
